Spinach Ricotta Gnudi

I have a list of fears I am trying to come to terms with.

I hate phone calls from and to strangers: I hate calling my GP clinic, I hate calling to book a table at a restaurant, I hate calling to set a meeting. I hate doing them and receiving them, and I much rather send an email and communicate facts in a written form. It seems somehow more controllable and less stressful. It gives me the impression of grasping the message better and having less room for misunderstanding and mistake.

Answering the door makes me anxious. I never feel appropriately put together for the task. Rightly so.

Going back to a grocery store to say that they charged me full price for something which was on special is another horrible situation. It makes me feel cheap, although I am right. If I am with J, I beg him to do it in my place. He’s good at saying no and making me do it. I would just walk away if I were by myself.

I hate calling waiters’ attention. I much rather have them coming to my table. Waving my arms in the air to grab their glance makes me feel like an idiot, and the fact that I am a small person doesn’t help. Once again, I look for J’s support to do it. My attempts are rarely successful.

Saying no to people is a huge problem for me. I have always been that kind of person who tried to please everybody and been liked by everybody, which is per se a sizable source of stress, much more than having the gut to say no. If I really feel like “no” is the right answer, I try to give convincing excuses not to hurt people’s feelings, only to feel guilty a minute after.

And then, I hate scales, changing rooms, and bright artificial lights.

I have never thought to be a shy person. In fact, I have always felt fairly self-confident, but these traits revealing nothing but weakness in my personality are way too many to keep ignoring the issue. The problem is I yet have to find a strategy to overcome these fears. Maybe meditation would help. Maybe I just have to stop caring about everybody’s feelings and opinions and consider mine first. Any suggestions?

Gnudi. They have always sounded terribly appealing and intimidating at the same time. What if I made them wrong and they disintegrated in the boiling water as soon as I dropped them in? What if they came out tough or too doughy? But then, it happened that I bought a huge bag of fresh spinach on special and that the organic ricotta in the fridge had one day before expiring (this is how my meals come together most of the time, far from any romanticism). Gnudi came to mind: it had to be then or never. I made them, and they were good. In the kitchen, overcoming my fears is way easier. Maybe this is the key to everything else.


Gnudi

Recipe adapted from here

Serves 3-4
600 gr fresh spinach, washed
200 gr fresh ricotta
1 egg
50 gr aged pecorino, grated
60 gr spelt flour
sea salt and black pepper, to taste
2 tbsp quality salted butter, plus more for greasing the pan
5-6 sage leaves

plenty of grated aged pecorino (romano is cool)


Start by placing the spinach in a large saucepan over low heat. Cook until tender, stirring occasionally. Transfer to a colander and drain all the liquid. Press the spinach with your hands or a wooden spoon to drain out as much liquid as possible. Set aside and let cool. Once cold, chop them up finely. Put them back to the colander and press out any remaining liquid.


In the meantime, bring a large pot of salted water to a boil. In a large mixing bowl, stir together ricotta, egg and pecorino, until smooth. Add the flour, season with 1 tsp salt and some freshly ground black pepper. Add the chopped spinach and stir to combine. Dust a working surface and your hands with plenty of flour. Using two spoons, shape bits of dough into balls and roll them into the flour. Repeat until you run out of dough.
Once the water is boiling, drop in three-four balls of dough at a time. Boil for 2 minutes from when they come to the surface. Drain with a skimmer and set aside.


While you’re boiling the dumplings, heat a large skillet over medium-high heat. Melt the butter and add the sage. Once hot, add the gnudi, half at a time, and cook on each side for a few minutes, until browned and crispy.


Preheat the oven to 190°C-375F. Grease a round baking pan with some butter. Arrange the gnudi, cover with some pecorino cheese and any leftover butter and sage from the frying pan. Once the oven is hot, put the gnudi in and bake for 15 minutes, until the cheese is melted. Remove from the oven and serve immediately.

Save

12 Comments

  1. Cinzia May 16, 2013

    No, dico…parlavi mica di me? Hai citato esattamente tutte le mie fobie, probabilmente nello stesso ordine in cui le avrei citate io. Aggiungerei unicamente, per quel che mi riguarda: odio entrare in un locale per prima (cerco sempre di seguire chi mi accompagna). Se sono sola, mi faccio forza. Dio, che vita d'inferno! Però mi fa piacere sapere che non sono sola. 😉
    Cinzia

    Reply
    • Valeria May 17, 2013

      Oh sisi, anch'io lo odio, specie se c'è un tavolo prenotato deve venire qualcuno a dirci dove dobbiamo sederci…penso sia una cosa collegata all'odio della prenotazione telefonica 🙂
      Non siamo sole, e questo post lo volevo scrivere un po' per scoprire che è così! <3

      Reply
  2. Puciu May 16, 2013

    Pensavo di essere l'unica a temere i confronti telefonici e a rifuggire i citofoni!
    Quando vedo un viso sconosciuto nello schermo del videocitofono, faccio la morta: cammino in punta dei piedi, spengo la musica, evito di aprire i rubinetti e resto col fiato sospeso finché non sia sicura di aver scampato il "pericolo".
    Sono arrivata all'assurdo di prenotare nei ristoranti con nomi fasulli perché questo mi evita il disagio dello spelling del mio cognome, che immancabilmente mi viene richiesto.
    Sono contenta che tu abbia trovato una dimensione nella quale superare le paure.
    Saluti da un'empatica sconosciuta,
    Cristina.

    Reply
    • Valeria May 17, 2013

      Uh, non ci avevo pensato al nome fasullo! Semmai mi trovassi nell'odiatissima situazione di dover telefonare per prenotare un tavolo, farò così: col mio cognome italiano qui a Londra devo sempre fare lo spelling anch'io! Mmm…mi chiamerò Mrs Spritz 😀

      Reply
  3. Valentina May 16, 2013

    Vedo che non siamo sole, olè!! Mi sa che ci hanno create con lo stesso stampo…. tutte paranoiche 😛
    un bacione Vale, e un grande abbraccio (spero di incontrarti prima o poi…)

    Reply
    • Valeria May 17, 2013

      Spero anch'io, mi sa che avremmo molto di cui chiacchierare…Paranoie and more 😀

      Reply
  4. firulifirula.com May 16, 2013

    I can understand you, REALLY I can.

    Reply
    • Valeria May 17, 2013

      That's HUGELY reassuring. Really, thank you. I thought I was totally nuts. Instead I guess I am just human 🙂

      Reply
  5. rossella May 17, 2013

    Come mi ha colpito questo post, Valeria.
    Perché sembra (ancora una volta) scritto da me, o meglio sembra esprimere i miei pensieri di sempre. Stando (entrambe?) sotto al metro e sessanta potrebbe anche essere una questione di fisiognomica, ma mica ne sono del tutto convinta!
    Oppure una questione di silenzio. Con meno chiasso si capisce e ci si capisce meglio, e si potrebbe fare a meno di tutti quei gesti che servono a "scavalcare", o a "farsi spazio". A me non piace dovermi fare spazio. Mi piace essere vista, non farmi vedere. E che qualcuno mi capisca, e non necessariamente e a tutti i costi farmi capire. Con il silenzio è più facile. E' vero, basta uno sguardo. E con le condizioni giuste, lo sguardo è più potente di mille alzate di mano, o di voce.
    Non dipende dall'altezza, sai? Dipende secondo me dalla comune sensibilità che abbiamo per il paesaggio. Perché il paesaggio è silenzio no? E pure scrittura. O fotografia. Che poi è in un certo senso la stessa cosa… 😉
    E mo' parliamo di cose "serie". Quel piatto. Lo voglio. Istruzioni per l'uso? Ora chiedo pure a Barbara (Pane&Burro), che ce lo ha pure lei e ormai mi avete fatto innamorare. E gli gnudi. I tuoi gnudi sono perfetti. Ed io li rifarò presto.
    baci, e buon finesettimana.

    Reply
    • Valeria May 17, 2013

      Eh sì, 1,59cm. Di poco, ma sotto. E a farmi spazio non son brava, e nemmeno a sbraitare. Mi piacerebbe che mi si notasse per quel che sono, forse, perché in molte cose mi sento diversa. Ma noto con rammarico che non è una strategia che funziona poi tanto, o forse non ho ancora avuto fortuna. Vivere in una metropoli non aiuta di certo, e so che sai.

      Sarà è per questo che detesto i luoghi inutilmente chiassosi e cerco quelli o silenziosi, o rumorosi in modo vitale piuttosto che distruttivo. Non è che odi la folla, anzi spesso mi piace perdermici, ma non mi piace chi si accalca in un luogo per vedere e farsi vedere. Lo trovo un altra versione dello sbracciarsi.

      Il piatto: l'ho preso in un negozietto di Wimbledon chiamato Two Sisters, che adoro http://www.twosistershome.com/ e la marca è questa http://www.cote-table.com/ ma il sito non è il massimo XD

      Reply
    • rossella May 19, 2013

      Grazie… <3

      Reply
    • rossella May 19, 2013

      ps. e cmq mi "freghi" di 1 cm, eh? 😉

      Reply

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *