Beet and Chard Spelt Galette

We landed at London Gatwick on late at night. We took a cab directed to the studio flat we had booked for a week, as a temporary solution while we looked for a flat. We quickly realised that one week wasn’t going to be enough. It became two, then three. After three weeks, which felt more like months, we had found jobs and could show the real estate people we were able to afford the one bedroom apartment we had seen and loved and wanted so badly, despite all odds. We got it, and here we are, one year later.

I remembered being exhausted to the point of not being hungry, of not being able to fall asleep. I remember getting ill from tiredness. I remember everything, after one year, and these memories seem so far in the past and yet so vivid. We are still here. Some things have changed, life is not as tough. We are learning to make it work, and to make the best of what we have. We have grown, as individuals and as a couple.

You might wonder at this point what a tart, or rather, a galette, has to do with all of this. It is while making this galette that I was recalling all of this. And in doing so, I was thinking of how food, simple food, has helped us through these first twelve months, possibly more than anything else.

Beet and Chard Spelt Galette

For the crust (makes enough for 2 tarts):
Adapted from here
about 2 1/2 cups whole spelt flour, plus more for dusting
1/2 tsp salt
3/4 cup water
1/4 cup extra virgin olive oil
2 tsp red wine vinegar
For the filling:
1 bunch Swiss chard, washed and trimmed
1 garlic clove
4 beets (purple or golden), washed and peeled
1 tbsp rosemary
2 tbsp extra virgin olive oil
salt and pepper, to taste
2 eggs
1 tbsp chia seeds + 3 tbsp whole milk

1/4 cup grated Parmigiano Reggiano


In a large bowl, combine flour and salt. Make a well in the centre, add the oil and incorporate using a fork. Combine water and vinegar and add it to the flour. Knead only until a ball comes together, without overdoing it or else you’ll develop the gluten in the flour and make your dough tough. Divide the dough into two pieces and shape them into flat balls. Cover them in cling film and let them rest in the fridge for about an hour. When ready to use, remove the cling film and roll out one ball of dough on a floured surface, using a rolling pin, until you get a very thin circle. Layer it on a lightly greased tart pan and set aside.


Preheat the oven to 180C/350°F and get started with the filling. Slice the beets with a mandolin and place them on a baking sheet covered with parchment. Drizzle with one tbsp oil and season with salt, pepper, and rosemary. Bake for 15 minutes. When done, remove from the oven and set aside.


In the meantime, heat the rest of the oil in a large skillet, add the garlic and the chard and saute for 2-3 minutes, until cooked. Season with salt and pepper to taste. In a small bowl, stir chia seeds with milk. Let sit for five minutes until a gel forms. Add eggs and beat until combined. Assemble your tart by scattering the cooked chard at the bottom, then layering the roasted beets on top, and finally pouring the egg-chia mixture over the vegetables. Sprinkle with Parmigiano. Fold the edges of the tart shell over the filling.


Bake for 35-40 minutes, until the crust is deeply browned and the filling is done. Remove and let cool for 5-10 minutes before serving.

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20 Comments

  1. Kittys Kitchen March 11, 2013

    Ho letto tutto di un fiato e mi sono quasi commossa.
    Ma sono felice che nonostante le difficoltà state andando avanti.
    Io incrocio le dita e spero che di anno in anno possiate essere sempre più forti e sereni e felici.
    Ti auguro tutto il bene!

    Ps. Ottima la gallette

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    • Valeria March 18, 2013

      Si deve sempre guardare al lato positivo, e questo ci ha fatto andare aventi, per quanto possa suonare banale. E grazie di cuore per le tue parole!

      Reply
  2. racheleats March 11, 2013

    There must be something about early march (I left London for Naples on march 7th 2005). I know all about making a new start, against the odds, elemental almost, trusting your instincts. Cheers cheers to you both (sherry I think). The galette looks like a stunner – bookmarked.

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    • Valeria March 18, 2013

      Sherry sounds perfect! Yes, March has been a pretty challenging month my entire life. A month of changes and new starts, of loss, but also of new energies. It's a month of contemplation, too. I long for it to end, though. This year, it has been particularly difficult, a bit like last year. Also, a bit of spring-like weather would be nice. 🙂

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  3. Alelunetta March 11, 2013

    La strada può essere dura da percorrere, ma avere qualcuno a cui appoggiarsi e con cui condividere stress e delusioni, paure, amore ed entusiasmi, dà la carica e la forza per andare avanti e scoprirsi ogni giorno più forti. In bocca al lupo ragazzi! E prendo anche una fetta della vostra deliziosa gallette al farro…una fetta di vita e di stagioni che scorrono. Ale

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    • Valeria March 18, 2013

      sì, avere qualcuno al mio fianco e una spalla su cui piangere ha aiutato tantissimo. Crepi crepi crepi…si continua, più forti. xx

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  4. rossella March 11, 2013

    Non sai le volte che ti ho pensata, e mi son chiesta come stesse andando oltre il monitor. Sentendo, forse immaginando, la fatica e il coraggio. Immedesimandomi, perché anche io ho traslocato in autobus, più di una volta, soprattutto alla tua età! 😉
    Questo post arriva atteso, e mi serve, per completare una consapevolezza che sapevo di avere e che a volte mi fa paura, quando penso anche io a quello che vorrei, e ai sogni da tenere stretti con i denti.
    Sei forte Valeria, ed io faccio il tifo. A pieni polmoni.
    :*

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    • Valeria March 18, 2013

      Non è facile, a volte, tenere su i toni di queste pagine quando sembra che tutto, nella vita vera, ti remi contro. Ho scelto, invece di riempirvi di tristi lamentele, di postare di meno, raccontandovi quanto di bello stava succedento. E soprattutto, ho scelto di postare quando mi sentivo pronta, senza forzature, ché il tempo non sembra bastare mai e le cose vanno fatte comunque bene. Conoscere i propri sogni è importante, coltivarli anche, ma seguirli alla cieca fa paura, ne fa tanta anche a me, e se ho fatto tutto quello di cui ho scritto è stato anche perché il cuore non mi lasciava altra scelta, e a volte, è vero, per fare certe scelte si deve proprio essere messi al muro dalla vita. Ora, guardano indietro, non rimpiango nulla di quelle che è stato, mi sento forte e cresciuta. E so che ci sarà ancora tanto da affrontare, per cui sono pronta.
      Un bacio Ross, e grazie.

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  5. Cinzia March 11, 2013

    Mi hai fatto commuovere. Un post meraviglioso, Valeria! Ti mando un grande abbraccio.
    Cinzia

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    • Valeria March 18, 2013

      Grazie Cinzia! Sono certa di non essere l'unica ad aver vissuto certe avventure, anche se pare sempre di essere vittima del fato avverso. Un bacione.

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  6. Peanut March 11, 2013

    Io ammiro incredibilemente il tu coraggio, quello che, nonostante a detta mia vorrei poter prima o poi trovare, so che non avrò mai. Non posso immaginare lontanamente ciò che voglia dire vivere come hai fatto tu in questo tempo, senza la certezza di una casa, di un lavoro, nè addirittura di cibo per l'indomani, ma ti assicuro che così come la flessibilità, anche la routine può diventare una prigione. E da quella è forse più difficile uscire, perchè il massimo che puoi diventare è velleitaria,ma coraggiosa no, e dunque rimani immobile.
    Siete arrivati a questo punto dopo tante fatiche e penso ( e vi auguro!) che possa andare solo meglio:)
    Ancora tanta tanta ammirazione, nonostante la voglia di cambiare le cose, non penso che riuscirei a lasciare il certo per l'incerto.
    Ah, beh. La galette è meravigliosa, quasi commovente, così spoglia, così..sincera. Mi piace tanto.
    Ti abbraccio <3

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    • Valeria March 18, 2013

      Peanut, sei così giovane, perché no? L'incerto, il cambiamento, aiuta a capire se stessi e le proprie priorità. Io auguro a te di prendere anche quel poco di coraggio che pensi di avere, a piene mani, e di seguire i tuoi istinti e i tuoi desideri. La vita è fatta anche di questi momenti meno dorati, e ricordarli fa bene e fa sentire più forti.
      Ti abbraccio e ti auguro tutto il bene!

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  7. Valentina March 11, 2013

    Nonostante io mi sia trasferita in francia per soli 5 mesi, mi sono rivista perfettamente nella scena appartamento-ikea-appartamento e in quasi tutto il resto…nella burocrazia infinita (1 mese e mezzo per aprire un conto in banca, in ben 8 visite all'ufficio!)…e so quanta forza ci voglia. Buona vita!!! (e foto che mi dice "mangiami mangiami mangiami")

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    • Valeria March 18, 2013

      ti leggo e noto che questa esperienza, tutto sommato, ti ha segnata e ti ha fatto crescere. Leggo delle tue nuove priorità e dei tuoi desideri…faccio il tifo per te.

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  8. zucchero d'uva March 11, 2013

    Storia veramente incredibile, ti faccio i miei complimenti, l'ho letta tutta d'un fiato.

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    • Valeria March 18, 2013

      Grazie mille 🙂 Che questo anno sia stato avvincente, beh, non c'è dubbio. lol

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  9. Liz March 11, 2013

    Valeria, how your year-on story rekindled memories. I remember all too well the London I left behind in 1994; many a weekend moving flats, black bin-bags stuffed with a few worldly possessions and, of course, those weekend Ikea visits – North Circular direction.

    While I couldn't go back to London and live that life again, I dream of a change of country, house, job, and more. I will one day leave my adopted home of 19 years – Malta – and move somewhere else more 'home' – this isn't, at all, despite the years here. It would be good to have so few possessions and have few ties, and be able to be footloose. But with a son starting senior next year, and anywhere other than Malta seeming too expensive to live right now, it'll be years before a change of scene. I envy you the risk taking, the adventure and wish you well with your next year and finding that 'balance'. Neither of us wish for more tiring Ikea trips lugging purchases on the Tube though!

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    • Valeria March 18, 2013

      You are so right. I am constantly remindem of how many chances and endless possibilities there are in living with only few posession, out of a suitcase. I am glad I have lived all of this at this age, when it was still possible. And deep inside I hope I will be able to live and experience the same sense of advenutre again, pehaps in a less stressful way, but still. And I realise that I am being guided by this opposite forces, one that pushes me to find a balance, to become more stable, and the other that makes me long for a change, once again. Wonderlust will always be part of me and I have to live with it, undertanding when it is time to put in on a side for a bit, enjoying the small pleasures that familiar things and habits can give me. Once they stop being a pleasure, it will be time to go. I don't own much, and what I own can be sold. Sure enough, I will stop once I have a child, or even a dog. This is why I don't have either yet –I am not ready to stop.

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  10. Silvia April 2, 2013

    Ho letto il tuo post ieri sera tardi, stamattina ci ripensavo ancora e adesso ho deciso di scriverti:-)
    Un anno a Londra ti cambia profondamente, annulla in parte tutto quello che c'era di acquisito nella tua vita (cibo, abitudini, persone, lavoro..) e obbliga a ricostruirti un tuo mondo in sintonia con una metropoli frullatore. Gli inizi sono stati molto traumatici anche per me (casa subaffittata: ho aperto la porta di un appartamento che doveva essere solo per me e ho trovato il vero proprietario di casa che stava guardando la tv e mi ha osservato come se fossi un ladro) e solo dopo diversi mesi ho trovato un vago equilibrio che però non sentivo mai veramente appartenermi. Il resto lo sai anche tu, sono ritornata in Italia e mi sono iscritta all'Unisg. Non rinnego nulla di quella esperienza ma richiamo tutti al realismo quando con sguardo trionfante mi annunciano che si trasferiscono a Londra come se la parte più difficile fosse decidere di farlo: non è vero. Lì è dura, tanto. Ho apprezzato tanto il tuo post che fa trapelare le tue riflessioni, le tue domande, la fatica che avete sopportato, le domande che vi ponete ancora oggi; in una blog sfera che cerca di proporre una vita fatta solo di luci e mai di ombre, le tue parole hanno un valore aggiunto:-)
    Un bacio grande
    Silvia

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    • Valeria April 9, 2013

      Grazie per le tue parole, Silvia. Ho pensato spesso, in quei mesi, alle nostre chiacchierate alla vineria o da Zenzero, a come mi raccontavi delle tue peripezie londinesi, della stanza sgabuzzino, dell'inquilino molesto, della stanchezza e tutto il resto. Ho sentito molto di tutto ciò sulla mia pelle: Londra è una città che non conosce pietà e ti prosciuga energie, soldi, tempo, tutto. Ora, come dicevo, va meglio, ma il ridordo di quell'inizio rimane, e penso, quante altre volte dovrò farlo nella mia vita? Non so se ce la faccio. Per ora, quindi, rimaniamo, compiendo piccoli passi, lente conquiste. Serve avere pazienza, in questa città. Tanta. ma superato l'ostacolo iniziale, sebbene lontani anni luce da una vita agiata o che permetta piani per il futuro, stiamo imparando ad apprezzarne i lati positivi. E ce ne sono. 🙂

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